probiotici sono, per definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dei “microrganismi vivi che, somministrati in quantità adeguata, apportano un beneficio alla salute dell’ospite”. E questo vale non solo per gli esseri umani, ma anche per gli animali nei nostri allevamenti. Tuttavia, questa definizione senza un approfondimento può sembrare un po’ vaga, e non aiutarci davvero a capire di cosa stiamo parlando. Noi di Accademia Macelleria Italiana vogliamo quindi capire insieme a te cosa sono i probiotici. Andiamo a scoprire qual è il loro ruolo, sia per gli esseri umani che per gli animali. 

Cosa sono i probiotici e quando abbiamo scoperto che fanno bene?

Da un po’ di anni a questa parte, i probiotici sono presenti sul mercato come forma di integratori, ma la ricerca in materia è iniziata più di un secolo fa. Il primo ad ipotizzare un collegamento tra consumo di probiotici e salute umana è stato il premio Nobel Elie Metchnikoff nel 1908. Gli studi in questo senso sono poi andati avanti per diversi decenni. Nel 1965 si usa per la prima volta il termine probiotico, inteso come una sostanza di un organismo che può rappresentare uno stimolo per la crescita di un altro. Le definizioni sono diventate sempre più complesse con l’avanzare degli studi, fino ad arrivare a quella dell’OMS che abbiamo citato all’inizio.

Ma quali sono le caratteristiche che devono essere presenti per parlare di probiotici? Un microrganismo, per essere definito probiotico, deve essere naturalmente presente nell’intestino. Una volta assunto, deve essere in grado di resistere all’azione digestiva dei succhi gastrici e agli enzimi intestinali e deve riuscire ad aderire alle cellule intestinali. Ma ci sono degli aspetti ancora più importanti: il probiotico deve produrre degli effetti positivi per l’organismo ospitante, che sia una persona o un animale, e non deve suscitare reazioni nocive. 

probiotici

I probiotici per gli animali in allevamento

Fino ad ora abbiamo parlato dei probiotici in termini molto generali, andando a vedere anche perché vengono consumati dagli esseri umani. Ma quando si parla di animali che vengono allevati per produrre carne ci sono delle precisazioni ulteriori da fare. Com’è regolato l’uso dei probiotici e quali possono quindi essere i loro benefici? 

Le normative in materia

L’utilizzo dei probiotici viene regolato da diverse normative in materia a livello sia italiano che internazionale. Possiamo citare ad esempio il regolamento europeo 1831 del 2003. Le norme si basano su valutazioni che riguardano la sicurezza alimentare legata all’utilizzo di microrganismi e l’eventuale impatto su animali ed esseri umani. L’Unione Europea ha approvato l’utilizzo di 36 microrganismi, di cui 32 operano come stabilizzatori della flora batterica e gli altri quattro ricoprono funzioni diverse. I microrganismi appartengono a diverse specie batteriche, ma la loro somministrazione avviene nello stesso modo. I probiotici vengono infatti somministrati agli animali mescolandoli con i mangimi. 

Migliorare salute e benessere animale

Una volta definite le regole, è normale chiedersi quale sia l’effettiva funzione dei probiotici nell’alimentazione animale. Questi microrganismi svolgono in realtà una duplice funzione: contribuiscono al buono stato di salute dell’animale e al tempo stesso migliorano il sui benessere. Possiamo infatti scegliere di utilizzare i probiotici per migliorare la resistenza dell’organismo dell’animale in caso di aggressione da parte di agenti patogeni. In questo caso, i probiotici svolgono una funzione preventiva che riduce il rischio di malattie e di conseguenza la necessità di somministrare antibiotici. L’aumento delle difese immunitarie provocato dall’assunzione di probiotici compensa i rischi. Tali rischi possono derivare dallo stress a cui l’animale è sottoposto per esempio durante le fasi di trasporto o quando il meteo impone dei cambiamenti climatici ed ambientali repentini. Infine, l’ultima conseguenza, che è anche la più importante, è la riduzione del tasso di mortalità degli animali in allevamento.

polli

Alcuni esempi di utilizzo dei probiotici

Se vogliamo vedere alcuni esempi concreti di come si utilizzano i probiotici  in allevamento, possiamo citare il pollame. Diversi studi hanno infatti studiato i benefici che questi microrganismi possono portare negli avicoli. Sia nei polli che nei tacchini l’utilizzo dei probiotici porta ad una riduzione della presenza degli agenti patogeni e delle reazioni infiammatorie, migliorando allo stesso tempo l’assorbimento di minerali e la risposta immunitaria. Inoltre, l’assunzione di questi microrganismi porta ad una riduzione della mortalità e ad un aumento del peso corporeo degli animali, due fattori importanti in allevamento. Come già detto in precedenza, se il sistema immunitario è più resistente, si riduce il rischio di malattie che impongono l’utilizzo di antibiotici. 

Insomma, l’utilizzo dei probiotici nell’alimentazione animale non è assolutamente qualcosa che ci deve preoccupare. Al contrario, si poggia su studi scientifici che ne hanno dimostrato l’efficacia a livello di salute e benessere animale. Come Accademia Macelleria Italiana vi ricordiamo sempre di prestare attenzione quando scegliete le materie prime, sia da offrire nella vostra macelleria che da acquistare come clienti, per poter sempre essere soddisfatti del risultato.

A presto, 

Enrico Conti