Antibiotici nella carne, un rischio per il consumatore?

Antibiotici nella carne, un rischio per il consumatore?

Il tema dell’uso degli antibiotici nella carne è sempre attuale. In merito si intrecciano i pareri degli esperti e le preoccupazioni dei consumatori. A complicare la questione si aggiungono anche tante notizie in materia. E con le tante voci che vanno a sovrapporsi, diventa difficile distinguere il vero dal falso. Tra preoccupazioni legittime da parte dei consumatori e fake news da smentire, oggi noi di Accademia Macelleria Italiana cerchiamo di fare chiarezza. Andiamo a vedere insieme perché e quando vengono usati gli antibiotici e se davvero costituiscono un fattore di rischio per il consumatore.

Veterinaria che visita un pollo

Le preoccupazioni dei consumatori 

La confusione tra ormoni ed antibiotici nella carne

Spesso sentiamo parlare di ormoni e antibiotici come se fossero la stessa cosa, o come se fossero collegati tra loro. Si tratta però di notizie allarmistiche che non corrispondo al vero. L’uso degli ormoni è infatti vietato dal 1996 in tutti i paesi dell’Unione Europea. Per lo stesso motivo, sono vietate le importazioni da paesi dove queste norme non sono in vigore, come gli Stati Uniti, a meno che i prodotti non siano sottoposti a rigidi controlli. Questo divieto dipende dal fatto che gli ormoni fossero veramente dannosi per l’uomo, e non particolarmente utili per gli animali. Il discorso degli antibiotici è però completamente diverso. Parliamo in questo caso infatti di uno strumento di cura dell’animale, ampiamente regolamentato e controllato. 

Il rischio di resistenza agli antibiotici… Ma è davvero colpa della carne?

Una delle preoccupazioni più comune degli ultimi tempi è quella relativa alla crescente resistenza agli antibiotici. Il fenomeno dell’antibiotico-resistenza nasce perché abbiamo a che fare con germi sempre più resistenti alle cure. E questi germi si sono sviluppati anche a causa dell’uso spropositato fatto in passato di antibiotici negli uomini e negli animali. Tuttavia, anche in questo caso puntare il dito contro la carne sarebbe scorretto. Il tema è un tema di forte interesse ed importanza e in Italia ci sono stati diversi interventi in materia. L’allevamento di animali e l’utilizzo di antibiotici per curarli sono infatti rigidamente regolamentati proprio per evitare abusi. 

L’uso effettivo degli antibiotici nella carne

Le norme in materia 

Quando parliamo di antibiotici nella carne dobbiamo fare una prima precisazione. L’uso di antibiotici è infatti previsto solo in casi di reale necessità. La legge ha vietato l’utilizzo di queste sostanze a scopo preventivo già nel 2006. Quindi, se un veterinario sceglie di prescrivere un antibiotico, è perché è effettivamente necessario per il benessere dell’animale. Sarebbe quindi inutile e stupido demonizzarne l’uso a prescindere. È comunque nell’interesse di tutti, allevatori, veterinari e consumatori riuscire a garantire il rispetto delle norme in materia. I controlli sono molto stringenti proprio per andare a punire chi non si comporta in modo corretto, dando invece spazio ai produttori che rispettano le regole. E non ci sono solo norme per il controllo, ma anche per la macellazione degli animali.

Veterinario che visita un bovino

Antibiotici nella carne e sicurezza alimentare

Una volta appurato che gli antibiotici possono essere utili e necessari in casi specifici, andiamo a vedere cosa succede con la macellazione. Anche in questo caso ci sono delle norme specifiche da rispettare. La più importante prevede l’esistenza del cosiddetto tempo di sospensione. Il tempo di sospensione consiste nel far passare del tempo per far sì che l’animale smaltisca totalmente il medicinale. Solo a questo punto si può procedere con la macellazione o con la produzione di latte e uova. Di conseguenza, le tracce di antibioticoche possiamo trovare all’interno della carne hanno percentuali irrisorie, sotto lo 0,2%. Si tratta quindi di una quantità che non può essere dannosa per l’essere umano. La presenza di germi iper-resistenti non è infatti più imputabile all’allevamento di bestiame, quanto alle pratiche sbagliate del passato (che ormai abbiamo fortunatamente superato!).

I consigli di Accademia Macelleria Italiana

Come abbiamo visto, la carne che consumiamo è controllata e sicura. In Unione Europea le regole sono chiare, e impediscono la vendita a chi non rispetta le regole. Ma dopo aver fatto chiarezza, anche noi di Accademia Macelleria Italiana vorremmo aggiungere alcuni consigli per i nostri lettori. È infatti normale che un consumatore punti sempre ad acquistare il meglio per sé e per la sua famiglia. Proprio per questo motivo ripetiamo ancora una volta il bisogno di controllare sempre la provenienza della carne che si acquista e scegliere produttori affidabili. Sarebbe infatti un peccato preoccuparsi solo degli antibiotici che sono ampiamente regolamentati e non pensare ad esempio agli ingredienti delle preparazioni a base di carne. 

Per questo motivo, è sempre preferibile far riferimento ai produttori locali e al proprio Macellaio di fiducia. Infatti, è proprio grazie al nostro Macellaio che possiamo portare in tavola ingredienti di prima qualità e senza correre rischi di nessun tipo. La carne è infatti un alimento sicuro, sano e nutriente, che dobbiamo inserire all’interno di una dieta bilanciata. E quando si tratta di fare scelte, è la qualità che dobbiamo mettere al primo posto! 

A presto,

Enrico Conti


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