Cosa succede se mancano i macellai? In Gran Bretagna si cerca velocemente una risposta

Macellaio mostra i prodotti

Cosa succede se mancano i macellai? In Gran Bretagna si cerca velocemente una risposta

Trovare un macellaio è diventato quasi un’impresa impossibile? Sembra di sì, almeno in Gran Bretagna. Secondo un’analisi di Euromeat, infatti, ci sarebbero più posti di lavoro che persone pronte ad occuparli, tanto da costringere le associazioni di categoria a chiedere di intervenire per non fermare il settore. Ma come ci siamo arrivati…e che soluzioni si possono pensare?

Le cause e le conseguenze della mancanza dei macellai 

Se già prima dello scoppio della pandemia da Covid-19 le aziende lamentavano un crollo del 10/15% di lavoratori specializzati, dopo il coronavirus la situazione sembra diventare ancora più complessa. Così complessa da minacciare la filiera di un settore fondamentale per la nostra alimentazione.  Infatti, anche assumendo tutti i giovani che hanno completato la formazione da macellaio restano dei posti scoperti. La situazione sembra essere ulteriormente complicata dal fatto che molte aziende del settore si trovano in aree isolate della campagna britannica, rendendo difficile per le persone spostarsi senza un mezzo proprio o anche trovare un posto dove vivere.

Il macellaio, un mestiere che richiede un’adeguata formazione

Quando si parla di mestieri sempre più difficili da trovare, si sottolinea come questi richiedano una preparazione e delle abilità specifiche. Fare il macellaio non fa eccezione. Occorre seguire un percorso di formazione adeguato che insegni non solo a selezionare e lavorare le diverse materie prime, ma anche a usare gli strumenti del mestiere (perché no, un coltello non vale l’altro). E in tutto questo non ci possiamo dimenticare dell’importanza di conoscere gli standard di sicurezza e le normative sulla tracciabilità. Insomma, ci sono molti elementi che influiscono sulla qualità del lavoro svolto e del prodotto offerto poi al consumatore finale. E proprio per questo motivo servono adeguati percorsi di formazione, come quelli proposti da AMI. Ed è proprio Accademia Macelleria Italiana che nel 2017 ha presentato la sua offerta formativa presso l’Italian Trade Agency di Londra, con l’obiettivo di esporre il suoi importante ruolo nella formazione dei macellai italiani.

Un lavoro che sarà così richiesto anche in futuro? 

Ebbene sì. Nessuna macchina, seppure tecnologicamente avanzata, può sostituire un macellaio professionista. Per quanto il lavoro possa essere stancante dal punto di vista fisico, e quindi non proprio adatto a tutti, è anche un lavoro dove la manodopera resta fondamentale. E per non fermare un’intera industria occorrono quindi trovare soluzioni sia a breve che a lungo termine. Per questo motivo, la BMPA (British Meat Processors Association), l’associazione di categoria britannica, ha chiesto al governo di inserire anche il macellaio tra le categorie per cui sono necessari lavoratori provenienti da altre nazioni per poter risolvere il problema almeno per adesso. Sicuramente saranno necessarie anche altre soluzioni per evitare che questa carenza continui a riproporsi anche in futuro.

Non solo i macellai, ma tanti lavoratori della stessa filiera

Per poter mandare avanti questo settore così importante dell’industria alimentare, servono in realtà figure diverse con competenze specifiche. Mancano infatti anche i macellatori e in generale professionisti in grado di disossare e tagliare la carne nel modo adeguato, per lavorare al meglio la materia prima esaltandone la qualità ed evitando sprechi. Infatti la carne non va solo prodotta, ma anche saputa lavorare e vendere al meglio. Forse fino ad ora certi aspetti sono stati sottovalutati, ma questa crisi del settore può dare l’opportunità per riflettere a possibili soluzioni. Soluzioni sempre più importanti in un mercato sempre più attento alla tracciabilità e alla qualità del prodotto finale. 

La situazione per i macellai in Italia

Ma anche da noi mancano i macellai? Se le analisi di cui si è trattato fino ad ora fanno riferimento al mondo britannico, la situazione sembra non essere completamente diversa in Italia. Anche se non c’è ad ora nessun rischio crisi nel settore, una panoramica di piattaforme che offrono lavoro online fa vedere che ci sono tante aziende che cercano personale. Il trend sembra essere confermato anche dagli annunci su diversi quotidiani locali. Le offerte variano dalla piccola macelleria di quartiere fino ai grandi nomi della distribuzione organizzata. Insomma, fare il macellaio adesso significa avere una buona possibilità di avere un lavoro stabile e evitare problematiche in un settore importante per l’economia e la nostra alimentazione. Ancora una volta diventa quindi fondamentale promuovere anche un’adeguata formazione per i macellai del futuro. 

A presto,

Enrico Conti.


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