Filiera corta: cos’è e perché è preferibile

animali in fattoria di una filiera corta

Filiera corta: cos’è e perché è preferibile

Le filiere sono, per definizione l’insieme dei processi produttivi, logistici e distributivi a cui viene sottoposto un prodotto, a partire dalle materie prime fino ad arrivare all’acquisto del consumatore.

Le filiere possono essere più o meno articolate, e di fatto si parla di Filiera Corta o, al contrario, di filiera lunga.

In questo articolo analizziamo il significato di filiera corta e vediamo perché è preferibile sia per il consumatore che per il produttore.

Cosa significa filiera corta?

Per filiera corta si intende una catena produttiva che a partire dalle materie prime a finire nelle mani del consumatore, consta di pochi e semplici passaggi.

Erroneamente la filiera corta viene confusa, talvolta, con i prodotti a km 0.

Dico erroneamente perché, il concetto di filiera corta non include per forza che il prodotto sia anche a km 0.

Gli alimenti definiti a km 0 infatti, indicano prodotti agroalimentari di produzione locale, perciò si riferisce all’area geografica nativa del prodotto che, di solito, non hanno bisogno di intermediari per giungere al consumatore.

Anche qui, non sempre è così: di fatto il prodotto potrebbe essere di produzione locale, ma comunque implicato in una filiera che non sia corta.

Ed allo stesso modo, una filiera corta non implica che il prodotto sia necessariamente a km 0.

Pensiamo infatti ad un macellaio che acquista la carne fresca direttamente dal mattatoio, ma che questa provenga da un bovino esportato da un’altra regione e/o città.

In questo caso, si potrebbe ancora parlare di filiera corta?

Si, perché i passaggi sono esigui, ma di certo non possiamo più parlare di prodotto a km 0.

Come funziona nello specifico una filiera corta

Come intuibile, l’obbiettivo della filiera corta è quello di creare una relazione diretta tra produttore e consumatore.

Per capire bene il suo funzionamento, partiamo dal definire i passaggi delle filiere tradizionali (definite “lunghe”), che – di solito- sono:

  • Produzione: per esempio, crescita e allevamento di un bovino.
  • Ancora parte della Produzione: abbattimento del bovino.
  • Trasformazione: creazione dei vari tagli e trattamento della carne
  • Imballaggio
  • Distribuzione
  • Punto vendita all’ingrosso
  • Ristoratore
  • Preparazione
  • Consumatore

La filiera corta invece, si riduce in : Produzione, Vendita, Consumatore.

Questo modello può essere raggiunto in vari modi: vendita diretta in azienda (pensiamo ad esempio, ad una macellerie che alleva e abbatte in proprio), negozi collettivi degli agricoltori, mercati locali e i così detti GAS , gruppi di acquisto solidali.

La filiera corta insomma, è un metodo innovativo per garantire sicurezza alimentare, tutela del consumatore e rafforzo dell’economia locale e produttiva.

I vantaggi della filiera corta

La filiera corta è sempre più diffusa oggi perché rappresenta la scelta migliore verso la sostenibilità in ambito produttivo.

Le persone sono, a ragione, sempre più attente ai prodotti che consumano, alla loro provenienza, alla loro qualità e all’ invasività dei processi produttivi a cui sono stati sottoposti.

Il primo vantaggio di una filiera corta è infatti, la sostenibilità e la qualità dell’alimento, la biodiversità e stagionalità degli alimenti.

carne di un macellaio locale

Secondariamente, il mercato agroalimentare diventa più trasparente.

I prezzi al dettaglio diventano più bassi: gli alimenti invece più freschi e ricchi da un punto di vista nutrizionale.

Dal punto di vista produttivo, i vantaggi sono molteplici poiché si riducono e talvolta eliminano passaggi costosi sia produttivi, che logistici, che “geografici” nel caso dei sopracitati prodotti a km 0.

Quindi, il vantaggio economico si trova in prima linea.

Ma non solo! Il ruolo del contadino e/o del produttore in genere viene rivalutato e valorizzato, ed il produttore ha la possibilità di gestire il proprio marketing e vendita in proprio, senza ricorrere alla grande distribuzione come intermediario.

Inoltre, meno trasporti significa meno emissioni inquinanti: l’ impatto ambientale verrebbe perciò notevolmente ridotto.

L’economia locale e nazionale non può che rafforzarsi e crescere sempre di più grazie alle filiere corte.

Allo stesso tempo, l’impatto ambientale delle produzioni si abbassa notevolmente.

CONCLUSIONI

Dopo aver spiegato funzionamento e vantaggi della filiera corta, è chiaro il perché esse siano assolutamente preferibili a quelle lunghe, che sono invece molto articolate e richiedono costi elevati, molto spesso a discapito della qualità dell’alimento.

Anche per questo motivo, il modello a filiera corta verrà adottato sempre più nei prossimi anni.

E le produzioni che non garantiscono tutela e trasparenza dei consumatori rimarranno inevitabilmente indietro e perderanno di credibilità.

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A presto,

Enrico Conti


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