Sicurezza della carne: identificazione, tracciabilità ed etichettatura. Le regole e i controlli per garantire la salute dei consumatori

Identificazione, tracciabilità ed etichettatura della carne

Sicurezza della carne: identificazione, tracciabilità ed etichettatura. Le regole e i controlli per garantire la salute dei consumatori

In quello che è l’odierno panorama del mondo della macelleria e della carne in generale, un importante fattore di sicurezza poggia sulle nostre normative alimentari.

Per tutelare la salubrità degli alimenti, e quindi la salute delle persone che li mangiano, in Italia sono state varate da anni diverse norme che regolamentano il mondo alimentare.

In Italia, la tutela della sicurezza alimentare è svolta dal Ministero della Salute, che opera seguendo il modello di sicurezza alimentare dell’Unione Europea e quanto riportato nelle norme del “Pacchetto igiene”.  

Sebbene tali norme possano a volte essere giudicate poco flessibili da parte di alcuni addetti ai lavori, c’è da dire che è anche grazie a tale rigidità che possiamo vantare un incredibile qualità per la carne nostrale.


Il concetto di identificazione per garantire la sicurezza della carne

Per chi non lo sapesse, al di là delle credenze che possono essere più o meno diffuse da alcuni media, come quella ad esempio degli antibiotici nella carne, in Italia vigono le più restrittive norme al mondo. Una di queste norme riguarda il concetto di riconoscibilità di ogni singolo animale e pezzo di carne. Infatti, è d’obbligo un sistema di tracciabilità che prevede:

1. la codifica di ogni singolo allevamento

2. la marchiatura individuale ed il rilascio di uno speciale documento identificativo per ogni capo bovino

3. una speciale anagrafe nazionale bovina che contiene ed elabora queste informazioni

Questo complesso metodo di gestione, garantisce una totale trasparenza e certezza delle informazioni riguardanti ogni singolo capo. …Il che si traduce in certezza di qualità per il consumatore finale!


Il concetto di tracciabilità


Il concetto di tracciabilità segue a ruota il concetto precedente. Questa regola permette infatti agli utenti finali di capire in qualsiasi momento molte informazioni sulla carne che acquistano. É infatti possibile conoscere non solo la razza e la provenienza dell’animale, ma addirittura le modalità di allevamento usate. Tutto ciò , come nel precedente caso, al fine di assicurare la massima trasparenza nella commercializzazione della carne bovina.

Dal punto di vista della tutela della salute pubblica, la tracciabilità consente inoltre, in caso si riscontrino problemi o anomalie, di bloccare o ritirare dal mercato eventuali prodotti non conformi.


L’etichettatura della carne

Le carni bovine sono sottoposte sia alla normativa di carattere generale sull’etichettatura dei prodotti alimentari, sia a quella specificamente relativa al settore carne.

L’etichetta che accompagna ogni confezione di carne bovina deve per legge riportare obbligatoriamente il codice di riferimento che lega la carne al paese di nascita, all’ allevamento fino alla sua macellazione e al relativo porzionamento.

Oltre ciò, ogni allevatore o marchio di commercializzazione, è libero di aggiungere altre informazioni che possono specificare meglio le caratteristiche di quanto confezionato.

Viene talvolta indicata la regione di allevamento (quando ritenuta prestigiosa), il sistema usato (ad esempio, allo stato brado) le metodologie di alimentazione, ecc. Ma, ovviamente, anche su questo aspetto ci sono specifici controlli mirati a verificarne la veridicità.


I controlli effettuati per garantire la sicurezza della carne Italiana

Per poter riportare in etichetta le varie informazioni, è necessario possedere un disciplinare approvato dal Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo.

Inoltre, questo significa anche ricevere controlli periodici da parte di diversi organismi accreditati, allo scopo di verificare la veridicità di quanto riportato in etichetta. Tali controlli non mirano solo a garantire che gli alimenti etichettati siano conformi alle normative ed a quanto riportato, ma vanno oltre.

Spesso vengono verificate anche le fasi di allevamento, il benessere degli animali e sono addirittura esaminati i mangimi usati per l’allevamento stesso. Tali verifiche prevedono accertamenti operati sui prodotti finali mediante campionamenti ed analisi di laboratorio, oltre ai “normali” sopralluoghi negli stabilimenti.

Si capisce quindi come questo sia un sistema ben complesso e difficile da eludere. Studiato per garantire la massima salubrità alimentare possibile tutela anche i consumatori finali cercando di stroncare sul nascere qualsiasi tipo di frode alimentare.


Conclusioni

Direi che con questo articolo dovrei essere riuscito rendere l’idea del perché la carne italiana sia davvero sicura.

Certo, ci saranno delle eccezioni a tale regola, ma certo non sono molte. La pesantezza delle sanzioni e la difficoltà ad eludere le regole sono davvero un ottimo incentivo per rigare dritto!

Enrico Conti


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